In 30 secondi
- →Costi fissi: circa 26 euro al mese con un contatore da 3 kW, anche a consumo zero, IVA esclusa;
- →In più rispetto alla residenza: 95,09 euro all'anno di oneri di sistema;
- →Canone RAI: non si paga sulla bolletta della seconda casa;
- →Offerta: con pochi consumi conta più la quota fissa del fornitore del prezzo al kWh.
Quanto costa la luce in una seconda casa?
La bolletta ha due parti. Quella variabile dipende dai kWh consumati e in una casa usata poco resta bassa. Quella fissa si paga ogni mese anche se la casa è chiusa, ed è qui che la seconda casa costa di più: oltre alle voci che paga chiunque, c'è la quota fissa degli oneri di sistema, che si applica solo alle abitazioni diverse da quella di residenza.
Le voci regolate sono le stesse con qualsiasi fornitore del mercato libero, perché le fissa l'ARERA. Ecco quanto valgono all'anno con un contatore da 3 kW:
| Voce | Casa di residenza | Seconda casa |
|---|---|---|
| Quota fissa di trasporto e gestione del contatore | 23,04 € | 23,04 € |
| Quota potenza (3 kW) | 71,16 € | 71,16 € |
| Dispacciamento (DISPbt) | 1,11 € | 1,11 € |
| Quota fissa degli oneri di sistema | 0,00 € | 95,09 € |
| Totale | 95,31 € | 190,40 € |
Fonte: ARERA. A queste voci si aggiunge la quota fissa del fornitore, che sul mercato libero va da circa 3 a 20 euro al mese, con una media di 10 euro. Su tutto si paga l'IVA al 10%, come per la casa di residenza.
In pratica una seconda casa con il contatore da 3 kW costa circa 26 euro al mese prima di accendere una lampadina, IVA esclusa. Il dettaglio di ogni voce è nelle guide alla quota fissa e agli oneri di sistema.
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Perché la bolletta di chi non è residente costa di più?
Le differenze fra un contratto da residente e uno da non residente sono due, ed entrambe sono fissate per legge o dall'ARERA, non dal fornitore.
La prima è la quota fissa degli oneri di sistema: per la casa di residenza vale zero, per ogni altra abitazione 95,09 euro all'anno. È la voce che rende cara la bolletta di una seconda casa anche quando è chiusa.
La seconda è l'accisa, l'imposta sui consumi di energia elettrica. Nella casa di residenza chi consuma poco ha un'esenzione sui primi 150 kWh al mese. Nella seconda casa l'esenzione non c'è e l'accisa si paga su tutti i kWh consumati, a 0,0227 euro per kWh. Il prezzo dell'energia, invece, è lo stesso: un'offerta costa uguale al kWh per un residente e per chi non lo è.
Si paga il canone RAI sulla seconda casa?
No. Il canone RAI si paga una sola volta per famiglia, qualunque sia il numero di case o di televisori, e dal 2016 viene addebitato solo sulla bolletta della luce dell'abitazione di residenza, in 10 rate da gennaio a ottobre. Sul contratto di una seconda casa, attivato come non residente, il canone non compare.
Se lo trovi nella bolletta della seconda casa, probabilmente il contratto è stato registrato come abitazione di residenza: controlla in bolletta il tipo di cliente indicato e, se non è corretto, chiedi al fornitore di aggiornarlo.
Come scegliere un'offerta luce per la seconda casa?
Le offerte del mercato libero sono le stesse per residenti e non residenti. Con i consumi bassi di una seconda casa, però, cambia quello che conviene guardare:
-
1
Guarda prima la quota fissacon pochi consumi pesa più del prezzo dell'energia: su 600 kWh all'anno, 2 centesimi in più al kWh valgono 12 euro, mentre 5 euro in più al mese di quota fissa ne valgono 60;
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2
Prezzo fisso o variabile conta menocon consumi bassi la differenza fra le due formule resta piccola, quindi conviene scegliere quella con le condizioni più semplici;
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3
Evita i servizi a canoneassicurazioni, assistenza o manutenzioni aggiunte al contratto si pagano ogni mese, anche quando la casa è chiusa;
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4
Scegli bolletta digitale e domiciliazionecon l'addebito sul conto non è dovuto il deposito cauzionale e non rischi di dimenticare una scadenza mentre sei lontano;
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5
Controlla la potenza del contatorela quota potenza vale 23,72 euro all'anno per ogni kW: se in casa non usi forno, piastre a induzione o climatizzatori insieme, una potenza più bassa costa meno. Il cambio di potenza è una pratica a pagamento, quindi chiedi prima il costo al fornitore.
Queste sono alcune delle offerte luce del mercato libero che mettiamo a confronto. La stima di ogni scheda è calcolata su una casa di residenza con 1.200 kWh all'anno: per una seconda casa va aggiunta la quota fissa degli oneri di sistema.
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Per confrontare tutte le offerte sul tuo consumo puoi usare la pagina delle offerte luce del mercato libero.
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Conviene chiudere la luce della seconda casa quando non la usi?
Chiudere la fornitura azzera i costi fissi, ma riaprirla è una nuova attivazione. Per ognuna delle due pratiche il fornitore può chiedere un contributo: nel servizio di tutela è di 23 euro, sul mercato libero lo stabilisce il fornitore. Al distributore non è dovuto nulla per la riattivazione della luce.
Con i valori medi di oggi, chiudere e riaprire costa più o meno quanto 2 mesi di costi fissi di una seconda casa. Chiudere conviene quindi solo se la casa resta vuota per buona parte dell'anno, e tenendo conto che la riattivazione richiede qualche giorno.
Prima di decidere, verifica cosa resta collegato: un allarme, un frigorifero, una pompa per l'acqua o la protezione antigelo della caldaia hanno bisogno della corrente anche quando la casa è chiusa.
Cosa cambia per il gas nella seconda casa?
Per il gas non c'è differenza fra residenti e non residenti: le voci della bolletta sono le stesse. In una seconda casa pesano di più i costi fissi, che valgono in tutto fra 90 e 120 euro all'anno, IVA esclusa, perché i consumi sono bassi.
Anche per il gas si può chiudere la fornitura: il distributore chiede 30 euro per la disattivazione e 30 euro per la riattivazione con un contatore domestico, più 47 euro per la verifica dei documenti se nel frattempo l'impianto è stato modificato. Le voci della bolletta sono spiegate nella guida alla bolletta del gas.