Quando serve la disdetta Enel e quando no?
Disdire il contratto significa chiedere la cessazione della fornitura: il distributore chiude il contatore e da quel momento in casa non arrivano più luce o gas. Prima di chiederla conviene capire se è davvero la pratica giusta:
Se stai traslocando, nella guida al trasloco di luce e gas trovi cosa fare con le utenze della vecchia e della nuova casa, e in quella sul cambio di residenza cosa cambia nelle bollette quando sposti la residenza.
Come fare la disdetta Enel?
La richiesta la presenta l'intestatario del contratto. Enel Energia mette a disposizione questi canali:
| Canale | Recapito |
|---|---|
| Posta | Enel Energia S.p.A., Casella Postale 8080, 85100 Potenza |
| [email protected] |
Tutti i recapiti del servizio clienti sono nella pagina sul numero verde Enel Energia.
Quali documenti servono per la disdetta?
Prima di chiedere la disdetta tieni a portata di mano una bolletta recente, dove trovi quasi tutti i dati:
Il codice POD e il codice PDR sono indicati nella prima pagina della bolletta.
Quanto costa la disdetta Enel?
Il costo della disattivazione si compone di due voci, addebitate nella bolletta di chiusura:
| Voce | Luce | Gas |
|---|---|---|
| Contributo del distributore | Nessuno | 30 € con un contatore fino alla classe G6 |
| Contributo del fornitore | Secondo il contratto | Secondo il contratto |
Importi IVA esclusa. Il contributo del fornitore lo trovi nelle condizioni del tuo contratto: come riferimento, nel servizio di tutela della vulnerabilità l'ARERA lo fissa a 23 €.
Con la chiusura del contratto ti viene anche restituito l'eventuale deposito cauzionale versato all'attivazione, con gli interessi legali: lo trovi come voce a credito nella bolletta di chiusura.
Quanto tempo ci vuole per la disdetta?
La disattivazione passa da due soggetti, il fornitore e il distributore locale:
Fino alla disattivazione paghi i consumi, quindi conviene chiedere la disdetta qualche giorno prima di lasciare la casa. La bolletta di chiusura arriva nelle settimane successive.
Cosa succede al contatore dopo la disdetta?
Il contatore resta in casa ma viene disattivato, e per il gas anche sigillato. Chi entrerà in seguito nell'immobile non potrà fare una voltura: dovrà chiedere un subentro, con un nuovo contratto e la riattivazione da parte del distributore, che richiede più tempo.
Per questo, se sai che qualcuno entrerà nella casa subito dopo di te, è meglio che sia lui a chiedere la voltura Enel: la fornitura non si interrompe e tu non paghi la disattivazione. Se invece hai già disdetto e ti serve di nuovo la corrente, trovi i passaggi nella guida su come riattivare il contatore Enel.
Domande frequenti sulla disdetta Enel
No. Basta firmare il contratto con il nuovo fornitore: è lui a comunicare il recesso a Enel Energia, e la fornitura non si interrompe. Se fai la disdetta prima, rischi di restare senza luce o gas e di dover chiedere un subentro.
Sì, se entrambi i contratti sono con Enel Energia puoi chiedere la cessazione di tutte e due le forniture nella stessa richiesta, indicando il codice POD della luce e il codice PDR del gas.
Per i clienti domestici il recesso dal contratto è sempre possibile. Le condizioni per la chiusura, compreso il contributo del fornitore, le trovi nel tuo contratto.
La bolletta di chiusura conteggia i consumi fino alla data di disattivazione, in base alla lettura del contatore. Per evitare stime conviene comunicare l'autolettura il giorno in cui lasci la casa.