Lo strumento gratuito qui sotto parte da Roma, ma vale per qualsiasi comune italiano: cerca il nome (o il CAP) e scopri da quando a quando, e per quante ore al giorno, puoi tenere acceso il riscaldamento.
Accensione riscaldamento Roma e zona D
Roma e diverse province rientrano nella zona D, che rappresenta condizioni climatiche moderatamente fredde. Secondo l'articolo 4 del DPR 74/2013, l'attivazione del riscaldamento è consentita ogni anno dal 1° novembre al 15 aprile, con un limite di 12 ore giornaliere tra le 5 e le 23. A Roma, però, nelle ultime stagioni il sindaco ha rinviato l'accensione al 15 novembre con un'ordinanza, anche per ridurre l'inquinamento dell'aria: per il 2026-2027 conviene controllare le decisioni del Comune. L'Italia è divisa in sei zone climatiche (A-F) basate sui "Gradi Giorno" (GG), che misurano le esigenze di riscaldamento piuttosto che la sola posizione geografica. Per la panoramica completa delle zone vedi la guida sull'accensione del riscaldamento.
Principali province in zona D: Roma, Firenze, Ancona, Pesaro, Pescara, Foggia, Vibo Valentia, Genova, Prato, La Spezia, Viterbo, Pisa.
Definizione Gradi Giorno: si calcolano sommando, giorno per giorno, la differenza positiva tra la temperatura di riferimento dell'ambiente interno, fissata a 20 °C, e la temperatura media esterna di quel giorno. Più sono alti, più il clima è freddo.
Zone climatiche in Italia: la suddivisione dei comuni
Stabilita dal D.P.R. n.412 (26 agosto 1993), la segmentazione delle zone climatiche considera le variazioni meteorologiche e i gradi-giorno, non esclusivamente la posizione geografica. Ogni comune riceve l'assegnazione a una zona specifica che stabilisce le linee guida per l'attivazione degli impianti di riscaldamento.
| Zona | Gradi Giorno | Ore giornaliere |
|---|---|---|
| Zona A | Meno di 600 | 6 ore |
| Zona B | 600 - 900 | 8 ore |
| Zona C | 901 - 1.400 | 10 ore |
| Zona D | 1.401 - 2.100 | 12 ore |
| Zona E | 2.101 - 3.000 | 14 ore |
| Zona F | Oltre 3.000 | Nessun limite |
Accensione riscaldamenti Roma: le normative da rispettare
Il riscaldamento segue le norme nazionali (il DPR n. 412/1993 e la Legge n. 10/1991 per le zone climatiche, il DPR 74/2013 per periodi, ore e temperature), oltre alle decisioni dell'assemblea condominiale e alle ordinanze comunali. Per legge la temperatura media in casa non deve superare i 20 °C, con 2 °C di tolleranza; negli edifici industriali e artigianali il limite è di 18 °C, sempre con 2 °C di tolleranza. Il sindaco, con un'ordinanza, può ampliare o ridurre il periodo e le ore di accensione, oppure abbassare la temperatura massima.
Fuori dal periodo previsto, il riscaldamento si può accendere solo se il clima lo giustifica e per non più della metà delle ore giornaliere consentite. Nei condomini, infine, il proprietario o l'amministratore deve esporre un cartello con il periodo di accensione, l'orario giornaliero scelto, il nome e i recapiti del responsabile dell'impianto e il codice con cui l'impianto è registrato nel catasto regionale.
Risparmiare sul riscaldamento in inverno: alcuni consigli
Gestire le spese di riscaldamento invernale richiede di migliorare l'efficienza energetica e selezionare sistemi appropriati. Raccomandazioni principali:
Selezionare contratti di fornitura gas adeguati alle proprie esigenze di consumo è essenziale.